“L’ultimo mercoledì del mese” è lo speaker corner del Presidente di ADICO su www.bemarketer.it. Ogni mese, nell’ultimo mercoledì, il vulcanico Michele Cimino lancerà un tema di dibattito, una provocazione, una riflessione su marketing, economia, società e fatti del giorno. Senza troppi fronzoli e magari con un po’ di peperoncino….
Ed ecco la prima “picconata”….
Questa crisi ha visto misure che hanno pesantemente colpito l’occupazione, con molti licenziamenti sia a livello di forza lavoro che, anche se in misura proporzionalmente inferiore, di management.
Circa 5000 dirigenti hanno perso il posto di lavoro in Lombardia e circa 8000 in Italia.
Senza entrare nel merito delle scelte di ogni singola azienda, che andrebbero comunque valutate nella loro complessità, Michele Cimino, Presidente di ADICO, l’Associazione che riunisce i direttori commerciali, marketing e vendite italiani, intervistato dai blogger di www.bemarketer.it , auspica una pesante autocritica della categoria che deve produrre un forte impegno per il 2010 per evitare nuovi tagli.
“Il nostro sistema paese – esordisce il presidente di ADICO - ha bisogno di forze con rinnovata energia, di idee nuove e di soluzioni originali. I manager delle aziende sono in grado di dare questo nuovo contributo? Bisogna smettere di recriminare e bisogna alzare la testa e guardare avanti. Bisogna trovare un nuovo posizionamento manageriale sia nelle grandi aziende ma soprattutto nelle PMI che sono il cuore della nostra economia.
I momenti di depressione economica esistono ed esisteranno sempre. Proprio perché questo è un momento particolarmente difficile alle aziende servono dei “ leader” coraggiosi che, se non sono riusciti a percepire in anticipo l’imponderabile, si sentano decisamente impegnati a traghettare la propria azienda fuori da questa crisi. Non si può combattere una crisi nel 2010 con idee e metodi vecchi di una generazione. I giovani non hanno spazio e forse non sono pronti, i manager pensano troppo al passato e meno al futuro. Le idee e le nuove soluzioni sono considerate “pericolose”. Ancora troppe riunioni per andare avanti quando la variabile “ tempo” è un argomento decisivo”.
“Sono preoccupato per la quantità di manager che incontro rassegnati , tristi e poco aperti alle innovazioni tecnologiche, chiavi di volta del futuro aziendale. Le aziende hanno bisogno di essere guidate con entusiasmo e convincimento. L’inerzia manageriale - continua Michele Cimino - non è ammissibile in questo periodo storico. Dirigenti che ricordano allenatori di calcio che preferiscono <<prendere i pugni>> non vanno bene. Vanno sostituiti. Questa crisi ha bisogno di manager che sferrino colpi, che siano brillanti e che abbiano tanta voglia di combattere senza fermarsi di fronte alle grosse difficoltà di oggi”.
“Il marketing è la capacità di vendere è da sempre nel nostro DNA manageriale. Oggi è il momento di tirare fuori tutte le nostre competenze e tutte le nostre capacità: abbiamo bisogno di vendere tutte le belle cose che sappiamo produrre,di competere con decisione e con cattiveria, se necessaria , per raggiungere i risultati attesi dalle nostre aziende. Non possiamo – conclude Cimino- distribuire benefit personali se l’azienda nel suo complesso non produce utili. Dobbiamo tutti ritrovare la voglia di vincere sul mercato”.



Commenti
Luca
Bello pensare di avere un DNA sales&mktg
Chi ha la fortuna di avere questo DNA, dovrebbe sprizzare di energia per quanto c’è da fare in momenti – come questo – in cui il mercato è poco ricettivo
Gentile Michele Cimino, faccia in modo di rafforzare gli investimenti ADICO nel campo della formazione in modo da agevolare i professionsiti in difficoltà.
Sa bene quanto appagano la formazione e i contatti che si creano in questi contesti, occasioni che possono dare adito alla nascita di nuove idee, utili anche per vincere un po’ di rassegnazione e tristezza
marco
perfettamente d’accordo,
come sa spero che questo cataclisma serva a selezionare e riposizionare le risorse.
La missione è difficile perchè l’ambiente è poco ricettivo; associazioni e luoghi comuni spingono alla conservazione, al compatimento, all’autocertificazione dialettica.
Speriamo che s cerchi di ricordare che i fatti e non le parole contano.
Il problema sostanziale è che oggi non bastano più le competenze di ieri per comprendere i nuovi paradigmi competitivi, le approssimazioni di ieri, oggi una buona technality professionale è il minimo per iniziare, ma poi ci vuole la comprensione del contesto
Pasquale
Per combatte e vincere le sfide occorre che i manager si “innovino”; questi non possono vincere nuove sfide utilizzando i loro vecchi ferri del mestiere.
La loro “innovazione” non può che passare dalla formazione (sono d’accordo, in questo, con Luca), per acquisire una “cultura” quantitativo-scientifica d’azienda”, la sola in grado di far migliorare l’approccio dei manager ai problemi aziendali e di mercato e di far fare loro un “salto” qualitativo; viceversa si resta nelle retrovie della non-cultura aziendale.
SEBASTIANO SALPIETRO
Condivido tutto quello che hai scritto.Sei grandioso….Io lo sto mettendo in pratica nel mio piccolo a 60 anni sono sempre in giro a tampinare le PMI(lo faccio da 34 anni) con NAVISION …..e faccio in media 3/4 aziende nuove al’anno..
Ciao
Sebastiano
PRESIDENT’S CLUB HONEYWELL 1982
Marzagalli
Complimenti Michele,
sei sempre piu’ carico e grintoso nell’indicarci come guardare al domani: un vero e prezioso esempio per tutti noi.
Ciao
giuseppe
Bono Sala
Caro Michele la tua forza e intelligenza strategica si conferma ancora una volta(se qualcuno aveva dubbi) le indicazioni che hai fornito sui cambiamenti necessari per essere piu efficaci e strategici mi affascinano
devo dire con molta concretezza che concordo con le tue riflessioni che metterò in atto nello svolgimento della mia attività: spesso i manager strategici, fanno fatica a comprendere i cambiamenti.
Ciao Bono
Cesare Sacerdoti
Tanta volontà di innovazione, tanta grinta … condivido in pieno. Ma provo ad aggiungere una direzione di innovazione forse inusuale, ma fondamentale: la cultura strategica.
Per cultura strategica intendo l’insieme di conoscenze (modelli, metafore e metodologie) che servono per progettare ed implementare cambiamenti strategici.
La cultura strategica che viene oggi utilizzata, anche dai managers più titolati, è una piccola parte di quella internazionalmente disponibile. Al massimo si usa lo schema di Porter. A sua volta, la cultura internazionalmente disponibile non basta a progettare i cambiamenti strategici necessari.
Allora ecco in dettaglio una direzione di innovazione possibile: creiamo una comunità che non solo cerchi di rendere accessibile la cultura strategica disponibile, ma si prefigga anche l’obiettivo di costruire nuove conoscenze di strategia d’impresa. Noi abbiamo fatto qualche piccolo passo avanti in questa direzione. Li presentiamo il giorno 11 alle ore 18 all’hotel Michelangelo (partecipare gratuita)
Michele Cimino
Sono grato per le segnalazioni, i commenti ricevuti.
Mi servono per raccogliere indicazioni su cose concrete da fare in sede associativa. Per tutte le proposte operative vi prego contattarmi direttamente perchè è mio desiderio incontrare le persone che si sentono di dare un contributo personale e aziendale alla definizione di una strategia di intervento che è mio desiderio canalizzare attraverso ADICO.
Inviro a registrarsi sul sito http://www.adico.it e anche a raggiungermi come associato in ADICO.
Michele Cimino
DARIO BLASI
grande Michele
passano gli anni e sei inossidabile!!!!!
Leggendoti il domeni è sempre semplice.
Dario