Convocare un grande think tank che coinvolga 100 tra i migliori direttori marketing d’Italia, provenienti dai più diversificati settori di attività e rappresentativo della più variegata esperienza professionale in ambito marketing e vendite, per arrivare a delle linee guida per un vero e proprio “piano di marketing e comunicazione” per il turismo in Italia. E questa la proposta che l’ADICO, l’Associazione dei direttori marketing, vendite e comunicazione, rivolge al Ministro del Turismo nel suo consueto appuntamento sul nostro blog.
Il sistema Italia si e confrontato alla BIT di Milano, appena conclusa, su quelli che sono stati i risultati del comparto nel 2009 e quali le prospettive per il 2010.
E l’impressione che se ne ricava è che non tutti appaiono convinti di quanto il turismo sia parte essenziale per la sopravvivenza della nostra economia. Cito dal Corriere della Sera: “26 miliardi di euro spesi dagli stranieri in Italia nel 2009 con 39 milioni di presenze; 24 milioni di italiani sono andati all’estero spendendo 17,5 miliardi mentre sale il turismo interno con 161 milioni di presenze. Tutti questi risultati sono d’altra parte inferiori a quelli del 2008 ma dicono gli addetti ai lavori che il settore ha retto nel suo insieme l’impatto della crisi “.
Un elemento su cui riflettere è la spinta promozionale del settore fatta di tanta pubblicità in tv (non sempre comprensibile per il turista..), sulla carta stampata , sul web. Ma quanta di questa pubblicità va all’estero nelle diverse lingue dei nostri “clienti”? Qualcuno ha mai verificato il ritorno in termini di efficacia e maggiori presenze a seguito dei massicci investimenti. Ed inoltre: esiste una strategia coerente, con una definizione degli obiettivi a cui seguono specifiche azioni, o sono le attività che poi vengono adattate a qualche obiettivo di massima?
Il mio pensiero è che questo modo “promozionale” di gestire il più importante asset del nostro paese è sbagliato. Il nostro turismo ha bisogno di vero e proprio marketing. Ed ai più alti livelli di sofisticazione. Abbiamo bisogno di marketing innovativo per il turismo italiano.
Quello di cui abbiamo bisogno è fare marketing di sistema e di integrazione, cioè parlare al “cliente finale” di tutto quello che gli serve dal momento in cui decide di partire e quando tornerà a casa.
Un marketing quindi di pre-vendita che deve mettere in evidenza oltre al prodotto-base quello che il turismo in Italia può offrire di diverso e più appetibile, un marketing che deve soddisfare i bisogni del turista durante la sua permanenza in Italia (comprese le “ coccole “ di piccole cose che lasciano grandi tracce) e un marketing del dopo, quello classico del post-vendita.
Perché sottovalutiamo i rischi legati al passaparola che diventa una leva commerciale molto trascurata.
E per di più deve combattere con stereotipi (o realtà) che ci danneggiano enormemente: mafia, delinquenza, inefficienza nei trasporti, carenza delle strutture, problematiche per la lingua, accoglienza inferiore rispetto ai livelli di prezzo, soprattutto se paragonata con l’estero.
Siamo pronti a fare questo sforzo comune o le gelosie, le segmentazioni, ci impediranno di crescere in questo settore per tornare nei ai primi posti a livello mondiale e prepararci ai nuovi segmenti di flusso turistici del prossimo futuro?
La proposta che Adico rivolge al Ministro del Turismo, è quella di organizzare un grande think tank sul tema del marketing territoriale, con l’obiettivo di lavorare ad un vero e proprio piano di marketing e comunicazione per uno degli asset più importanti del nostro paese. Una sorta di “stati generali del marketing”, che coinvolga 100 tra i migliori professionisti del settore in Italia, con l’obiettivo di formulare pareri, iniziative idee ed arrivare alla definizione di una proposta di linee guida per un piano di marketing globale per il turismo italiano, in una visione in cui questo importante asset sia volano per un concreto sviluppo e benessere di tutto il sistema-paese, declinato nelle diverse regioni o aree di criticità.
allora non iniziare a sviluppare e attirare turisti in maniera ragionata e costruita con l’obiettivo dello sviluppo delle diverse Regioni, in località oggi meno note all’estero. San Giminiano è strapiena di stranieri, fino all’intasamento. Anghiari, bellissima anch’essa, invece no.





Commenti
Marzagalli
Carissimo Michele,
mi ha fatto estremo piacere leggere questo Tuo messaggio ( di sveglia al mondo del Turismo ) che mi giunge proprio nel momento in cui con http://www.mondodelgusto.it abbiamo aperto la sezione Canton Ticino collegata al mondo del Turismo italiano ( il Ticino ha in comune con il Piemonte il Lago Maggiore, con Varese un bene UNESCO come il Monte San Giorgio e con Como il Lago di Lugano ). Qui ci vuole proprio del Marketing fatto come stai suggerendo. Considerami dunque del gruppo e ben disponibile ad offrirti tutta la mia collaborazione.
A presto
giuseppe
Alex Kornfeind
Ho discusso su questo tema proprio all’ultima edizione della Bit durante il primo Summit del Marketing e della Comunicazione turistica promosso dall’Associazione Italiana Professionisti e Manager Turismo in collaborazione con Bit stessa.
Non è a questo Ministro del Turismo che si deve rivolgere l’appello. Ministri e ministeri vanno e vengono mentre il turismo e l’Italia restano. Non solo. La politica nel turismo continua ad estendere le sabbie mobili di certa cultura che vede da un lato l’assessore al turismo della regione Lombardia in galera e dall’altro un ex dirigente politico del Partito Comunista Italiano, nonché ex capo ufficio stampa del gruppo parlamentare del Partito Democratico della Sinistra, fare l’assessore nella regione Campania.
L’attuale Ministro del Turismo ora dovrà coordinare i promotori della Libertà come vuole il Presidente del Consiglio vista la maionese impazzita schizzata sui media in merito a Protezione Civile e riciclaggio di denaro promosso dalle telco nostrane. Non avrà certo tempo di stare ad ascoltare l’ennesimo appello che arriva dopo decine di richieste e appelli anche da parte di chi, politicamente, spende milioni di euro dei cittadini per legare l’immagine delle Marche non alla nostra cultura ma a Dustin Hoffman o di chi per esempio va autonomamente, senza nessuna concertazione nazionale o associativa, a promuovere le Dolomiti ai cinesi.
L’appello va indirizzato al capo dello Stato. Se si ritiene che l’Italia sia brand l’Italia ha bisogno di un Ministro del Marketing e non di un Ministro del Turismo. San Giminiano è niente all’estero perchè San Siro conta molto di più. Firenze è niente all’estero perchè Maranello conta molto di più. I numeri parlano chiaro. Il turismo in Italia è in calo su tutti i fronti.
Tutti parlano di turismo come tutti parlano delle nazionale di calcio. Non mi meraviglia affatto questo appello anche se fa molto secolo scorso quando oggi in crowdsourcing potremmo avere non 100 ma 1 milione di risorse pro domo nostra e soprattutto non autoreferenziate come troppo spesso capita quando a muoversi è un settore piuttosto che un altro.
Cordiali saluti e tenetemi al corrente
alex k.
fradefra - Consulente e docente Web Marketing
Beh, in po’ più in piccolo, lo si nota nei Bed&Breakfast. Si spendono decine di migliaia di euro per sistemare le stanze, poi 500 euro per il sito sembrano troppe, nessuna campagna promozionale e naturalmente si fatica a vendere le stanze.
I pochi che si sono fatti fare un sito ben fatto (e spesso la spesa non supera alcune migliaia di euro) e hanno una decente campagna, hanno le stanze sempre piene.
Anche noi abbiamo l’intenzione di aprire un nostro B&B (siamo stanchi di mandare i nostri allievi sempre nei B&B degli altri). Ovviamente ci occuperemo direttamente del Web Marketing del progetto e riteniamo che ciò porterà sicuri rientri. Lo abbiamo assodato ogni volta che lo abbiamo fatto per gli altri.
Mario Mazzei
Raddoppio del Pil del Turismo ( dal 10 al 20% ndr), è un impegno formale che il Ministro MVBrambilla ha ribadito a nome del governo, a Milano nello scorso ottobre a http://www.biztravelforum.it.
Gli Stati Generali del marketing potrebbero dare un contributo, poichè il Turismo è strategico per tutta l’Italia, ed necessita di nuove idee e tanti fatti.
marco
Caro Michele,
concordo sostanzialmente colla tua proposta;
bisogna fare prestissimo, siamo stati superati da troppi in questi ultimi anni.
Bisogna far capire a tutti gli operatori della filiera che il Paese vuole sfruttare le proprie risorse, che non sono esclusive degli operatori a costo di fare entrare nuovi operatori più preparati, che ci garantiscano comunque uno sfruttamento migliore delle risorse che il nostro Paese mette a disposizione.
Appartengono infatti ai contribuenti le infrastrutture che servono ai turisti, i teatri, i musei, ed anche i monumenti delle diverse città che sono mantenuti più da contribuenti fuori del settore turistico che non dagli appartenenti a questo settore.
Anche l’industria alimentare è strategica, ed è un potente supporto al turismo, ed alla sua qualità ed economicità, che quindi merita maggiore rispetto e fedeltà dagli operatori turistici.
Se ci sarà un potente coinvolgimento idoneo a fare chiarezza e a dare impulso a comportamenti meno corporativi e più di sistema esteso, penso che si potrà tradurre in una vera impresa entusiasmante capace di portare un sano spirito meritocratico e competitivo, in un settore tanto vasto e trasversale, da risvegliare questo paese da una catalessi latente.
Bisogna farcela, ma credo che in Italia ci siano ancora abbastanza risorse qualificate per fare un buon lavoro, basta lasciarle lavorare coll’entusiasmo che dei seri professionisti sanno darsi nei momenti delle sfide più impegnative.
A presto
Marco