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	<title>Be Marketer &#187; consumatori</title>
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		<title>Ricerca Euro RSCG: salute, cambia il modo di approcio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 13:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche & Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo studio di Euro RSCG Worldwide &#8211; “My Body, Myself, Our Problem. Health and Wellness in Modern Times” – rivela una rivoluzione nel modo in cui si approccia il tema della salute In questi ultimi decenni, il rapporto tra gli esseri umani e la loro salute si è evoluto ad una velocità incredibile. I passi avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4402" src="http://bemarketer.it/files/2012/02/salute.jpg" alt="salute" width="486" height="450" /></p>
<p><em><strong>Nuovo studio di <a href="http://bepubblicitario.it/category/agenzie-pubblicitarie/euro-rsgs/">Euro RSCG Worldwide</a> &#8211; “My Body, Myself, Our Problem. Health and Wellness in Modern Times” – rivela una rivoluzione nel modo in cui si approccia il tema della salute</strong></em></p>
<p>In questi ultimi decenni, il rapporto tra gli esseri umani e la loro <strong>salute</strong> si è <strong>evoluto</strong> ad una velocità incredibile. I passi avanti fatti nel campo della conoscenza e nei<strong> nuovi strumenti e tecnologie</strong> hanno rimosso gran parte del mistero e dell’accettazione incondizionata in <strong>campo sanitario</strong>. Dove una volta eravamo in balia delle autorità sanitarie, ora siamo in grado di fare delle ricerche sulle nostre malattie e di trovare terapie alternative.</p>
<p><span id="more-4401"></span></p>
<p>Allo stesso tempo, i<strong> progressi della medicina</strong> e l’<strong>incremento dell’aspettativa di vita</strong> portano a percepire la morte non tanto come un destino da accettare, quanto come un fallimento della gestione della malattia. Nel caso di molte delle malattie più comuni, lo stile di vita che adottiamo ha lo stesso peso dell’eredità o del caso. E questo cambia da come le persone considerano, prevengono e curano i disturbi fisici.</p>
<p>Nel 2011, la società di comunicazione <strong>Euro RSCG Worldwide</strong> ha intrapreso un importante studio globale sulle nuove realtà nel <strong>campo della salute e del benessere</strong>. Lavorando alla ricerca di mercato con il partner Probe International, abbiamo intervistato 7.213 adulti in 19 paesi in tutto il mondo, rappresentanti una popolazione complessiva di 3,6 miliardi di euro.</p>
<blockquote><p><span style="color: #808080">&#8220;I<em>l nostro studio ha scoperto&#8221;,</em> spiega <strong>Tom</strong> <strong>Morton</strong>, Chief Strategic Officer di Euro RSCG New York,<em> &#8220;una<strong> rivoluzione negli atteggiamenti verso la salute guidata dai consumatori</strong> più proattivi e influenti (i prosumer). Questo cambiamento ha importanti implicazioni sia per per i brand del settore sanitario che per i marchi di altre categorie merceologiche. Oggi i <strong>consumatori</strong> sono molto più <strong>informati</strong> e attivamente impegnati nella<strong> tutela della loro salute</strong> rispetto ai consumatori del passato.&#8221;</em></span></p></blockquote>
<p>Dallo studio emerge che la maggior parte del campione globale (56%) e due terzi dei prosumer <strong>credono di avere in parte o molto controllo sulla malattia</strong> in generale. In specifico, abbiamo scoperto che almeno la metà del campione ritiene di poter controllare, almeno in parte, l’<strong>aumento di peso</strong>, le malattie sessualmente trasmissibili, lo sviluppo del diabete, la depressione o le malattie cardiache.</p>
<p>Il <strong>cibo</strong> è sempre stato un fattore importante per mantenere la nostra <a href="http://becuoco.it/category/cucina-e-salute/">salute</a>, ma ora viene considerato come uno degli elementi più importanti, grazie alla nascita dei cosiddetti &#8220;supercibi&#8221;. Più di tre quarti di prosumer (76%) e il 63% degli intervistati hanno detto che sono molto più consapevoli oggi del <strong>valore nutrizionale dei cibi</strong> che mangiano rispetto a prima. Inoltre, il 78% dei prosumer e il 66% degli intervistati crede che &#8220;<strong>il cibo sia efficace come medicina nel mantenimento della salute&#8221;.</strong></p>
<p>Fonte immagine | Jasonmoorelac.com</p>
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		<title>L&#8217;esplosione dei social media</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 11:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli americani ridefinisco le loro vite online e offline attraverso i social media Lo studio sui Social Media di Euro RSCG esplora  profondi cambiamenti: come i consumatori hanno mutato l’esperienza dell’acquisto,  i rapporti con gli amici e i famigliari e la partecipazione attiva nelle questioni umanitarie e politiche. Gli americani hanno integrato in maniera sostanziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1975" title="facebook" src="http://bemarketer.it/files/2009/12/facebook.jpg" alt="facebook" width="500" height="375" /></p>
<p><em><strong>Gli americani ridefinisco le loro vite online e offline attraverso i social media</strong></em></p>
<p>Lo studio sui <strong>Social Media</strong> di <strong>Euro RSCG</strong> esplora  profondi cambiamenti: come i consumatori hanno mutato l’esperienza dell’acquisto,  i rapporti con gli amici e i famigliari e la partecipazione attiva nelle questioni umanitarie e politiche.</p>
<p><span id="more-1974"></span>Gli americani hanno integrato in maniera sostanziale gli strumenti di <strong>social network</strong> nelle loro vite. <strong>Euro RSCG Worldwide</strong>, una delle principali network agency di pubblicità e marketing del mondo, ha condotto uno <strong>studio </strong>sul modo in cui le persone oggi utilizzano le tante e diverse opportunità messe loro a disposizione dai social media e dai mezzi di <strong>comunicazione online</strong>.</p>
<p>Secondo questo studio, il loro mondo si sta espandendo e restringendo allo stesso tempo a causa del quoziente di iperlocalizzazione dei social media. E il fenomeno di “<strong>cyberdisinibizione</strong>”, ovvero l’attitudine a comportarsi online diversamente rispetto a come farebbero di persona, ha ugualmente incoraggiato e lasciato che loro assumessero comportamenti inappropriati.<br />
<em><br />
“La propaganda è sempre stata il più potente strumento di marketing; ciò che i social media hanno fatto è stato aumentare in maniera drastica la diffusione, la velocità e l’immediatezza con la quale le persone possono influenzarsi reciprocamente e creare la più grande rivoluzione del nostro settore dalla nascita della televisione”</em>, commenta <strong>David Jones</strong>, global CEO di <strong>Euro RSCG Worldwide</strong>. <em>“Uno dei risultati più interessanti dello studio è che è proprio la combinazione di esperienza on-line e off-line a creare l’impatto maggiore”.<br />
</em><br />
<em>“Anche l’Italia è coinvolta in questo fenomeno di diffusione dei social network</em>”, spiega <strong>Dario Mezzano</strong>, Presidente di <strong>Euro RSCG Milano</strong>. <em>“Lo studio di Nielsen “Globalfaces Mars 09” evidenzia che gli utenti italiani dei social network sono aumentati nell’ultimo anno del 113% , passando da un 7,2% della popolazione nel dicembre 2007 al 15,4% dell’anno successivo. Fondamentale a questo proposito anche lo sviluppo di dispositivi di telefonia mobile, come l’iPhone, che stanno cambiando la multicanalità anche dei social network, permettendo di essere connessi al social media in ogni momento della giornata.”</em></p>
<p>I <strong>social network online</strong> stanno rafforzando e non deteriorando i rapporti tra gli americani, contrariamente a quanto affermano alcune voci . Da questo nuovo studio, che ha preso in esame<strong> 1.228 utenti </strong>di social media degli <strong>Stati Uniti</strong>, è emerso che grazie all’interazione online i consumatori sono  più coinvolti che mai. Alcuni risultati significativi:</p>
<ul>
<li>Sebbene più della metà degli intervistati (53,3%) abbia incontrato nuove persone attraverso il computer, l’interazione faccia a faccia rimane lo standard di relazione</li>
<li>I consumatori si stanno impegnando sempre più in quello che EURO RSCG chiama “trialogues”, un multi canale di idee e opinioni tra i consumatori e i brand, che risulta essere sempre più decisivo</li>
<li>Non solo gli utenti sono più coinvolti nei rapporti con la propria famiglia e amici, ma è anche aumentato il loro coinvolgimento nelle questioni politiche e umanitarie</li>
<li>Il 40% è d’accordo sul fatto che i “gruppi online” possono essere realmente sociali, mentre solo il 14% è in disaccordo; i risultati differiscono poco per età, genere, etnia e reddito.</li>
</ul>
<p><em>“I social network online sono diventati così rapidamente parte della nostra cultura, che è facile dimenticare quanto sia un fenomeno nuovo e quanto questo sia un processo in continua evoluzione. Le persone stanno ancora sperimentando le varie opportunità e cercando un modo affinché i social network diventino parte della loro vita”, </em>spiega <strong>Marian Salzman,</strong> presidente di<strong> Euro RSCG Worldwide </strong>PR del Nord America, e una delle prime cinque opinion leader del mondo . <em>“Dimenticate le immagini di ragazzi tristi e antisociali. I consumatori più attenti stanno accoppiando e mescolando gli strumenti che soddisfano i loro bisogni sociali. Gli strumenti elettronici li stanno rendendo più attivi socialmente, come fece a suo tempo il telefono”. </em></p>
<p>Cosa significa per <strong>consumatori</strong>,  <strong>brand </strong>e <strong>marketers</strong></p>
<p><strong></strong><strong>Salzman </strong>offre degli esempi di cosa i risultati dello studio significhino oggi:</p>
<p><strong>Intimacy </strong>(nuovo termine). <em>“ Oggi abbiamo amici e sostenitori e abbiamo la possibilità di seguire le persone in tempo reale attraverso i social media, guardando le loro abitudini online.  Ma ancora più importante, noi possiamo scambiare dai 20 ai 30 bit e bytes di comunicazione al giorno, interagire con gli altri per un intero pomeriggio su Facebook  o “tweettare” diverse volte, condividere momenti privati,  il tutto spinto da un falso  senso di solidarietà e condivisione: l’abbraccio della virtualità”. </em></p>
<p><strong>Holiday shopping</strong>.<em> “ I brand più accorti farebbero bene ad attivare dei loro canali attraverso Facebook e Twitter : l’effetto sarebbe quello di guidare i consumatori ai propri negozi con offerte speciali. Potrebbero anche scatenare un desiderio folle nei confronti di oggetti cult, solo attraverso il passaparola degli utenti. L’inserto domenicale dedicato allo shopping è stato sostituito dai messaggi in tempo reale di Twitter e Facebook, oltre che dal fenomeno Amazon e Bay”. </em></p>
<p><strong>Post sul lavoro.</strong> <em>“Postare messaggi in tempo reale sul proprio lavoro e sul livello di soddisfazione ha un grande ruolo nel miglioramento della carriera lavorativa: nella vita di oggi è un passo per migliorare la propria carriera nella realtà attuale, e ci sono siti interamente dedicati a questo scopo. La comunicazione interna è un importante problema per le aziende, che hanno bisogno che queste persone parlino in modo lucido non in base all’umore del momento. La sfida della messaggistica in tempo reale e dei social media è che le persone condividano e si espongano in eccesso.” </em></p>
<p><strong>Anteprime del reale.</strong><em> “Le persone e i brand possono essere oggetto di esperienza online prima dell’esperienza materiale. Questa è la nuova frontiera dello shopping e degli incontri: noi facciamo incontri in chat, visitiamo siti di abbigliamento (ed ogni varietà di altri prodotti al consumatore) molte volte prima di provarli o acquistarli realmente”.</em></p>
<p><strong>MicroDialogue</strong>, che ha condotto questo studio, ha analizzato migliaia di conversazioni che si svolgono attraverso i <strong>blog</strong>, <strong>Twitter </strong>e i <strong>forum</strong>. Per raccogliere maggiori informazioni sullo studio, dall’indice ad una <strong>discussione </strong>(white paper) sulle implicazioni, ci si può connettere al sito <a title="Euro RSCG Social" href="http://eurorscgsocial.com" target="_blank">Euro RSCG Social</a>.</p>
<p><img style="border: medium none" src="image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAABgAAAAYCAYAAADgdz34AAADsElEQVR4nK2VTW9VVRSGn33OPgWpYLARbKWhQlCHTogoSkjEkQwclEQcNJEwlfgD/AM6NBo1xjhx5LyJ0cYEDHGkJqhtBGKUpm3SFii3vb2956wPB/t+9raEgSs52fuus89613rftdcNH8/c9q9++oe/Vzb5P+3McyNcfm2CcPj9af9w6gwjTwzvethx3Bx3x8xwd1wNM8dMcTNUHTfFLPnX6nVmZpeIYwf3cWD/PhbrvlPkblAzVFurKS6GmmGqqComaS+qmBoTI0Ncu3mXuGvWnrJ+ZSxweDgnkHf8ndVTdbiT3M7cQp2Z31dRTecHAfqydp4ejhwazh6Zezfnu98E1WIQwB3crEuJ2Y45PBTAQUVR9X4At66AppoEVO1Q8sgAOKJJjw6Am6OquDmvHskZ3R87gW+vlHz98zpmiqphkkRVbQtsfPTOC30lJKFbFTgp83bWh7Zx/uX1B6w3hI3NkkZTqEpBRDBRzG2AQHcwcYwEkOGkTERREbLQ/8HxJwuW7zdYrzfZ2iopy4qqEspKaDYravVm33k1R91Q69FA1VBRzFIVvXbx5AgXT44A8MWP81yfu0utIR2aVK3vfCnGrcUNxp8a7gKYKiLCvY2SUvo/aNtnM3e49ucK9S3p0aDdaT0UAVsKi2tVi6IWwNL9JvdqTdihaz79/l+u/rHMxmaJVMLkS2OoKKLWacdeE3IsSxctc2D5Qcl6vUlVVgNt+fkPPcFFmTw1xruvT7SCd7nuVhDQvECzJH90h0azRKoKFRkAmP5lKTWAGRdefoZL554FQNUxB92WvYeA5UN4PtSqwB2phKqsqMpBgAunRhFR3j49zuU3jnX8k6fHEQKXzh1jbmGDuYU6s4t1rt6socUeLLZHhYO2AHSHmzt19ihTZ48O8Hzl/AmunD/BjTvrvPfNX3hWsNpwJCvwYm+ngug4UilSCSq6k8YPtxDwfA+WRawIWFbgscDiULcCEaWqBFOlrLazurupOSHLqGnEKJAY8TwBEHumqUirAjNm52vEPPRV4p01XXMPAQhUBjcWm9QZwijwokgAeYHlHYA06KR1cT6ZvoV56pDUJQEjw0KeaMgj1hPEY4vz2A4eW0/e1qA7KtQdsxTYAG0H3iG4xyK1Y+xm7XmEPOJZDiENzLi2WZHngeOjj2Pe+sMg4GRYyLAsx7ME4FnsyTD9pr0PEc8zPGRAwKXBkYOPEd96cZRvf11g9MDe7e3R4Z4Q+vyEnn3P4t0XzK/W+ODN5/kPfRLewAJVEQ0AAAAASUVORK5CYII%3D" alt="" width="24" height="24" /></p>
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		<title>IAB Forum 2009 &#8220;Innovazione e Competitività. Il ruolo di internet per le Aziende italiane&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 10:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà questo il tema centrale della prossima edizione del convegno dedicato alla comunicazione digitale interattiva promosso da IAB Italia, sul quale si confronteranno esperti del settore, aziende e istituzioni. Come riporta il sito: www.bepubblicitario.it, una riflessione e un confronto sull’economia, la società e la politica nell’era dei media digitali interattivi, per contribuire a identificare nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1557" src="http://bepubblicitario.it/files/2009/10/iab-forum.jpg" alt="iab forum" width="500" height="333" /></p>
<p><em><strong>Sarà questo il tema centrale della prossima edizione del convegno dedicato alla comunicazione digitale interattiva promosso da IAB Italia, sul quale si confronteranno esperti del settore, aziende e istituzioni.<br />
</strong></em><br />
Come riporta il sito: <a title="BEpubblicitario" href="http://bepubblicitario.it" target="_blank">www.bepubblicitario.it</a>, una riflessione e un confronto sull’economia, la società e la politica nell’era dei media digitali interattivi, per contribuire a identificare nuove opportunità di crescita per il Sistema Paese: sono questi gli obiettivi dell’edizione 2009 di IAB Forum, attesa per il <strong>3 e 4 novembre </strong>presso il Milano Convention Centre di Fiera Milano City, con la partecipazione di esperti del settore, aziende e istituzioni.</p>
<p><span id="more-1731"></span>Ad aprire i lavori, martedì 3 novembre, sarà <strong>Layla Pavone</strong> che, in qualità di<strong> Presidente di IAB Italia</strong>, traccerà un quadro del mercato italiano della comunicazione digitale interattiva, in un momento storico di importanza cruciale per lo sviluppo e la crescita del mezzo internet a livello globale. La riflessione sul tema continuerà nell’ambito della prima tavola rotonda dal titolo <strong>“Il futuro dell’economia digitale in Italia”</strong>, che metterà a confronto <strong>istituzioni </strong>e<strong> consumatori</strong>.</p>
<p>Alla luce del recente sorpasso britannico della pubblicità online rispetto a quella televisiva, toccherà poi a<strong> Guy Phillipson, Chief Executive di IAB UK</strong>, illustrare il fenomeno alla platea milanese, affinché l’esempio del Regno Unito possa fare da traino per l’evoluzione dell’advertising sul web anche in Italia. Inoltre, per uno sguardo più completo alla scena internazionale, il <strong>CEO di IAB US Randall Rothenberg</strong> offrirà una panoramica sulle ultime tendenze del settore negli Stati Uniti.</p>
<p>Dopo un’analisi dei primi risultati dell’<strong>Osservatorio IAB Italia/Accenture</strong> sul mercato della comunicazione digitale in Italia illustrata da <strong>Marco Vernocchi, Global Managing Director Accenture – Media &amp; Entertainment</strong>, la mattinata si concluderà con un talk show tra gli esponenti delle principali aziende che operano nel settore di internet e dei new media, per analizzarne dinamiche attuali e scenari futuri.</p>
<p>I lavori di mercoledì 4 novembre saranno aperti da<strong> Fabiano Lazzarini, General Manager di IAB Italia</strong>, che farà un bilancio delle numerose attività e iniziative promosse dall’Associazione nel 2009, per una riflessione sui mutamenti e sulla percezione dei media digitali interattivi a poco più di dieci anni dalla nascita dell’Interactive Advertising Bureau in Italia.</p>
<p>Ospite d’eccezione della seconda giornata di IAB Forum sarà <strong>David Weinberger</strong>, filosofo e scrittore statunitense, guru dell&#8217;internet marketing, nonché membro dell’<strong>Harvard Berkman Center for Internet &amp; Society</strong>, che interverrà sul tema &#8220;Transparency and Trust&#8221;.</p>
<p>Anche quest’anno, il Presidente di IAB Europe Alain Hereux darà il proprio contributo al convegno affrontando il tema dei &#8220;Legal and business challenges for digital Europe&#8221;, seguito dall’intervento di<strong> Diego Masi, Presidente di AssoComunicazione.</strong></p>
<p>A chiusura dei lavori della mattinata, si terrà una <strong>tavola rotonda con UPA </strong>(Utenti Pubblicità Associati) alla quale prenderà parte il<strong> Direttore Generale di Upa Giovanna Maggioni</strong> durante la quale le aziende partecipanti condivideranno esperienze, informazioni e suggerimenti sulle potenzialità della comunicazione digitale in un’ottica di business. Non mancheranno, infine, numerosi<strong> workshop</strong> tematici a cui saranno dedicati i pomeriggi di entrambe le giornate di IAB Forum.</p>
<p>L’agenda completa e maggiori dettagli sul convegno sono disponibili sul sito www.iabforum.it, dove è possibile iscriversi all’evento compilando l’apposito modulo online.</p>
<p>In occasione del Forum, anche per il 2009<strong> IAB Italia </strong>ha confermato il proprio impegno a favore dell’ambiente, rinnovando l’adesione al progetto <a title="Impatto zero" href="http://www.impattozero.it" target="_blank">Impatto Zero®</a> di <strong>LifeGate</strong> per compensare le emissioni di CO2 prodotte dall’evento e dai propri uffici attraverso la creazione di nuove foreste.</p>
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		<title>E&#8217; in libreria: &#8220;OPEN MARKETING&#8221; Strategie e strumenti di marketing multicanale</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 07:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A oltre cento anni dalla sua nascita, il marketing è oggetto di profonde trasformazioni. Le decisioni d’acquisto di milioni di consumatori sono determinate oggi dall’interazione con molteplici fonti informative che coinvolgono, oltre ai canali classici come tv e carta stampata, Internet, Mobile, Digital Out of Home. Questi nuovi media, insieme ai social network, stanno radicalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-1514" src="http://bemarketer.it/files/2009/07/open_marketing.jpg" alt="open_marketing" width="203" height="310" /></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>A oltre cento anni dalla sua nascita, il marketing è oggetto di profonde trasformazioni.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Le decisioni d’acquisto di milioni di consumatori sono determinate oggi dall’interazione con molteplici fonti informative che coinvolgono, oltre ai canali classici come tv e carta stampata, Internet, Mobile, Digital Out of Home.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1513"></span>Questi nuovi media, insieme ai social network, stanno radicalmente cambiando l’interazione tra l’impresa e il mercato. Le classiche ricerche di mercato, le tecniche di segmentazione, il marketing mix tradizionale non riescono più a rappresentare la complessità dell’ambiente e non permettono alle aziende di cogliere tutte le opportunità offerte dallo sviluppo delle tecnologie.</p>
<p style="text-align: justify">Nasce così un nuovo paradigma, l’Open Marketing, il cui obiettivo è la co-creazione di esperienze multicanale. Ascolto del mercato, coinvolgimento (a tutti i livelli della catena del valore), comunicazione contestuale, integrazione di tutti i punti di contatto entrano così a far parte dell’armamentario di marketing, dando vita a un modello operativo nuovo. Ed è attorno a questi aspetti che si focalizza il libro frutto del lavoro del più avanzato gruppo di esperti nazionali del Politecnico di Milano – fornendo alle imprese italiane un approccio completo che coinvolge tutte le unità organizzative non solo il marketing – e tutti gli attori esterni che contribuiscono a creare l’esperienza del cliente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Marketing nell’era 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 07:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[piano marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Quel che si evince leggendo testi e manuali che cercano di decifrare il web 2.0 delineandone ogni più piccola caratteristica è che vi è un unico elemento in comune tra tutte le fonti, il fatto che l’utente è, finalmente, il protagonista. Sembra lontano il tempo in cui il navigatore inesperto cercava goffamente tra le pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignnone size-full wp-image-1505" src="http://bemarketer.it/files/2009/07/marketing1.jpg" alt="marketing" width="406" /></p>
<p style="text-align: justify">Quel che si evince leggendo testi e manuali che cercano di decifrare il web 2.0 delineandone ogni più piccola caratteristica è che vi è un unico elemento in comune tra tutte le fonti, il fatto che l’utente è, finalmente, il protagonista.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1504"></span>Sembra lontano il tempo in cui il navigatore inesperto cercava goffamente tra le pagine web di un sito statico come un sasso informazioni o contatti per poi chiamare per telefono o, se era fortunato, inviare una email.</p>
<p style="text-align: justify">Sembra lontano ma è passato poco tempo e della rivoluzione in atto si parla ovunque, online, sul cartaceo e alla radio.<br />
L’utente web (che poi è il cittadino, il consumatore, il cliente ecc.) adesso interviene direttamente online e dal vivo, commenta, interagisce con amici, colleghi e Aziende, piccole e grandi, con le Istituzioni (E-government ed E-democracy).</p>
<p style="text-align: justify">Il consumatore è entrato a pieno nelle politiche di marketing delle aziende che hanno capito quanto il web 2.0 sia essenziale per fidelizzare. Quale strumento di Marketing migliore dunque se non quello che va a cercare proprio tra i commenti (User Generated Content) sui blog, forum e Social Network, gli interessi, i timori, le aspettative degli utenti?</p>
<p style="text-align: justify">Vi sono Aziende che hanno dato vita a software  in grado di raccogliere ed elaborare le informazioni rintracciate sui social network, producendo in tal modo una serie innumerevole di dati utili soprattutto a chi, all’interno di un’Azienda,  si occupa di piani marketing.</p>
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		<title>Adidas Brand Center, Shopping Experience potenziato con dimensioni e allargamento dell&#8217;offerta</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 14:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Experience]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[flagship store]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>

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		<description><![CDATA[Le politiche di store management e di marketing sensoriale volte a costituire la shopping experience nel settore lusso e della moda insieme alle politiche gestionali del retail sono in continua evoluzione. L&#8217;ultimo flagship di Adidas rappresenta un caso interessante verso un nuovo sviluppo delle politiche dirette a potenziare il rapporto azienda-consumatore. Adidas Brand Center, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-956" style="margin: 5px" src="http://bemarketer.it/files/2009/03/adidas-brand-center-300x159.jpg" alt="" width="300" height="159" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>Le politiche di store management e di marketing sensoriale volte a costituire la shopping experience nel settore lusso e della moda insieme alle politiche gestionali del retail sono in continua evoluzione. L&#8217;ultimo flagship di Adidas rappresenta un caso interessante verso un nuovo sviluppo delle politiche dirette a potenziare il rapporto azienda-consumatore.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify">Adidas Brand Center, il flagship di Adidas aperto a Pechino (Cina) lo scorso luglio non solo si presenta come il più grande store Adidas inaugurato a livello mondiale ma  offre una declinazione dell&#8217;offerta del marchio a tre bande assolutamente unica.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-955"></span></p>
<p style="text-align: justify">Da tempo ormail le aziende hanno capito che il punto vendita, in particolare per moda e marchi rivolti a target giovani, non è più solo lo scenario in cui si consuma l’atto di acquisto, ma come il vero e proprio luogo per eccellenza di contatto con il cliente.</p>
<p style="text-align: justify">Adidas ha puntato sulle dimensioni dello store che si sviluppa su una superficie di 3.170 mq distribuita su 4 livelli, e sull&#8217;allargamento dell&#8217;offerta.</p>
<p style="text-align: justify">Infatti lo store di Pechino è l&#8217;unico spazio dove coabitano le due divisioni del brand, Performance e Style (quest&#8217;ultima include Originals e Y-3).</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre nel caso di Adidas Brand Center è presente una forte componente che mira a sostenere l&#8217;unicità dell&#8217;esperienza: di consumo molti glii elementi interattivi che concorrono a dialogare con il visitatore: miCoach Core Skills (area dove è possibile personalizzare e migliorare la propria formazione sportiva, dalle prestazioni allo stile), mi Originals (personalizzazione delle sneaker), mi Adidas (personalizzazione delle calzature sportive), Urban (spazio creativo dedicato all&#8217;esplorazione dei trend culturali giovanili), un campo da basket sul tetto.</p>
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