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	<title>Be Marketer &#124; Marketing virale, social media e strategie di vendita &#187; marketing manager</title>
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	<description>Il blog sulla professione di marketer con news su marketing online, strategico e virale, social media e tecniche di comunicazione.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 14:36:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il social network piace al marketing manager… per cambiare lavoro! E (un po’) per spiare il collega…</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 09:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ADICO, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione, ha svolto un’indagine su 412 marketing manager, per capire usi e comportamenti dei professionisti che decidono le strategie di mercato delle nostre aziende, rispetto ai social network. E tra i risultati anche qualche piccola sorpresa… Facebook ha appena tagliato il traguardo 500 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2891" src="http://bemarketer.it/files/2010/08/facebook-privacy_pc-e1281606378135.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><em><strong><a title="Adico" href="http://www.adico.it" target="_blank">ADICO</a>, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione</strong></em><em>,  ha svolto un’indagine su 412 marketing manager, per capire usi e  comportamenti dei professionisti che decidono le strategie di mercato  delle nostre aziende, rispetto ai social network. E tra i risultati  anche qualche piccola sorpresa…</em></p>
<p><span id="more-2890"></span></p>
<p>Facebook ha appena tagliato il traguardo 500 milioni di “amici”,  Linkedin ha oltre 70 milioni di utenti. Secondo una recente indagine  Eurispes sono utenti attivi di Facebook il 44,2% degli italiani  maggiorenni e solo l’1% dichiara di non conoscere alcun social network.  Poi ci sono tutti gli altri come Twitter, Xing e via così fino a Flickr,  YouTube e Messenger dove la definizione “social-network” assume un  significato più diluito rispetto all’enorme metamorfosi fenomenologia  che è in corso e all’uso quotidiano che di essi viene fatto.</p>
<p>E’evidente che il fenomeno social network  non può lasciare  indifferente il sistema delle imprese, sia a livello mondiale che  italiano. Se non’altro perché gli stessi “utilizzatori”  occupano poi,  nella vita lavorativa, le più svariate e ampie posizioni professionali.</p>
<p><strong>ADICO, l’Associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione</strong> (<a href="http://www.adico.it/">www.adico.it</a>),  attiva dal 1964, ha svolto un’indagine, ovviamente “on line” , cui  hanno risposto 412 marketing manager, per capire usi e comportamenti dei  professionisti che decidono le strategie di mercato delle nostre  aziende, rispetto ai social network.</p>
<p>Nella classifica di quelli utilizzati con maggiore frequenza dai  manager vi è un testa a testa tra Facebook, con il 38,5% delle  preferenze e Linkedin con il 37,4%. Da considerare però che la domanda  prevedeva una “ preferenza secca” (domanda: ”Quale usi con maggiore  frequenza?”). E’ evidente che nell’uso quotidiano entrambi possono  essere utilizzati contemporaneamente. Bassissimo invece Twitter, che  spopola all’estero, ma che in Italia è dato come preferito dall’1,1%  degli intervistati.</p>
<p><strong>Social-network buoni anche per vendere prodotti? </strong><strong>Si,  per 7 manager su 10. Ma poi, 6 su 10 ammettono di non utilizzarli nelle  proprie strategie di marketing. Semmai per cambiare lavoro (38%)…</strong></p>
<p>Il 45,5% degli intervistati è convinto che Facebook, Linkedin &amp;  co. siano uno strumento di marketing “adeguatamente efficace”, mentre  per il 22,7% è addirittura convinto che sia “molto efficace”. Il 20,9%  ritiene che saranno “efficaci nel prossimo futuro”, mentre i dubbiosi,  quelli cioè che lo considerano “poco efficace”  sono il 10,9%.<br />
Da sottolineare il dato secondo cui nessuno (0%) li considera “per nulla efficaci”</p>
<p>Però poi alla domanda “Li utilizzi oggi nelle tue campagne di  marketing o per ampliare ilo tuo network commerciale?” il 42% degli  intervistati dichiara di utilizzarli “poco” e il 22% “per nulla”.</p>
<p>Cioè, così come 7 manager su 10 li definiscono efficaci per il  marketing, poi nel concreto 6 su 10 oggi non li utilizza ancora nelle  proprie attività e strategie aziendali.</p>
<p>Semmai il social-network, a livello professionale, viene piuttosto  utilizzato per verificare nuove opportunità professionali. Alla domanda:  “Possono essere utili alla tua carriera professionale o per cercare un  nuovo lavoro?” il 38% degli intervistati ha dichiarato che li utilizza  per le ricerche di lavoro. Il 17% dichiara poi che è anche riuscito ad  ottenere di “fare un colloquio” di lavoro attraverso i social-network.</p>
<p><strong>Contatti, amici (40%) e passatempo (17%) per 1-2 ore al  giorno(80% ): così il social-network nella giornata del manager. Il 40%  si collega dall’ufficio.  Quanti non li sanno utilizzare? Nessuno (0%)</strong></p>
<p>Andando poi ad  indagare nelle abitudini quotidiane del manager,  dall’indagine si evince come il 40% utilizza principalmente i  social-network per “ricercare contatti o fare networking personale”, il  17% prevalentemente “come passatempo”, il 7,5% come scopo principale per  “ritrovare vecchi amici e compagni di scuola”, “acquisire informazioni  personali” (5%),  “farsi un’idea su interlocutori che si stanno per  incontrare” (5%).</p>
<p>A fronte di ciò 1 manager su 2 (55%) ritiene di “padroneggiare  discretamente” i social-network, il 22% ritiene di averne una  “conoscenza basica”. Ma anche in questo caso il dato significativo è che  nessuno (0%) degli intervistati dichiara di non saperli usare.</p>
<p>Per quanto riguarda la durata il 60% degli intervistati ha dichiarato  di “collegarsi” per “meno di un’ora al giorno”, il 25% per “meno di 2  ore al giorno” e il 5,6% da “3 a 5 ore al giorno”.</p>
<p>Ciò accade prevalentemente dall’ufficio, per il 41% degli intervistati,  o da casa per il 35,5%</p>
<p><strong>Pericolosi per la privacy aziendale? Ma va là…<br />
Ma poi 1 su 2 li vuole proibire in azienda.</strong></p>
<p>Oltre il 70% degli intervistati valuta in generale i social-network  un “fenomeno positivo” (56%) se non addirittura “molto positivo”  (17,5%).  Il 20% risponde in senso affermativo, ma con riserva (“poco”) e  solo l’1,8% li ritiene un fenomeno negativo.</p>
<p>Conseguenza di ciò è che il nostro marketing manager è convinto che   “se usati con accortezza i social network non sono una minaccia per la  privacy aziendale” (72,4%), cui si aggiunge un 7% degli intervistati   che risponde che in assoluto “non sono una minaccia” per la segretezza  dei dati.  Solo il 17% degli intervistati  li percepisce come una  minaccia.</p>
<p>Ma tale atteggiamento mal si concilia con l’atteggiamento quotidiano.  Malgrado 4 manager su 5 (si veda sopra) dichiara di collegarsi 1-2 ore  al giorno, e il 40% degli stessi proprio dall’ufficio, alla domanda:  “Sei d’accordo all’inibizione dei social-network durante l’orario di  lavoro?”  1 su 2 è “d’accordo” (38%)/“assolutamente d’accordo” (8%).  All’opposto il 21% ha dichiarato di “non essere d’accoro” o “poco  d’accordo” (30%).</p>
<p><strong>Ma attenzione al capo voyeur:  1 manager su 3 li usa per “spiare” il collega. Michele Cimino (ADICO): “<em>Pessima abitudine, purtroppo diffusa”<br />
</em></strong><br />
Infine agli intervistati è stata posta la domanda se utilizzano i  social-network per “monitorare” colleghi o dipendenti. Il 68% dichiara:  ”Giammai!”.  Affermazione alla quale non crede molto il Presidente di  ADICO, Michele Cimino</p>
<p>“<em>Io ritengo, sulla base della mia esperienza quotidiana, che molti  colleghi utilizzino specifici social-network nella corretta maniera per  annotare il profilo professionale di un collega o di un candidato. Ma  poi tramite altri, peraltro i più frequentati,  in molti, temo,  in un  modo o nell’altro, vanno a sbirciare le pagine personali, dove di  frequente il o la professionista si racconta attraverso il tempo libero,  la famiglia, gli amici e comunque è ritratto in situazioni personali.  Ma che tali devono rimanere!</em> – sottolinea <strong>Michele Cimino</strong> -  <em>Secondo  me questi elementi, ottenuti guardando dal buco della serratura, non  devono interferire nella valutazione personale del collega, del  dipendente o del candidato. Eppure, non nascondiamoci dietro ad un dito,  ciò accade e, non così di rado. Una foto delle vacanze, un brano  musicale od una frase, contribuiscono a creare un’impressione od un  giudizio, ricavato senza alcun titolo su elementi della vita privata e,  oltretutto, secondo propri personali standard. Una pessima abitudine</em>…”</p>
<p>Pessima abitudine, che al di là dell’opinione del decano dei marketing  manager, si rivela anche nei risultati dell’indagine laddove rispetto  alla domanda “Li utilizzi per monitorare colleghi/dipendenti?” il 20%  ammette: “Si, ma poco”, il 7% “Si, ogni tanto” e il 5% dichiara “Si,  spesso”. Che tutti assieme fanno un buon 30%… 1 su 3.</p>
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		<title>Facebook, Twitter, Linkedin, invadono la nostra vita personale e professionale. Istruzioni per l’uso…</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 09:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fenomeno di Facebook, la crescita di Linkedin, il gran parlare che si fa di Twitter mettono ogni giorno sotto gli occhi di tutti l’esponenziale crescita di questi nuovi strumenti. Questi nuovi strumenti, dopo aver in certi casi anche stravolto le abitudini quotidiane di una buona fetta d’Italia (e prima ancora d’Europa e del mondo) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bemarketer.it/files/2010/02/social-network.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2161" title="social network" src="http://bemarketer.it/files/2010/02/social-netwrok.jpg" alt="" width="500" height="324" /></a></p>
<p><em><strong>Il fenomeno di Facebook, la crescita di Linkedin, il gran parlare che si fa di Twitter mettono ogni giorno sotto gli occhi di tutti l’esponenziale crescita di questi nuovi strumenti.</strong></em></p>
<p>Questi nuovi strumenti, dopo aver in certi casi anche stravolto le abitudini quotidiane di una buona fetta d’<strong>Italia</strong> (e prima ancora d’Europa e del mondo) e cambiato il modo di gestire i rapporti personali, si apprestano ora a far esplodere tutto il loro potenziale anche nella sfera <strong>business</strong>.</p>
<p><span id="more-2160"></span>L’esperienza degli<strong> Stati Uniti</strong>, sempre un passo davanti a noi quando si parla di <strong>nuove tecnologie</strong>, ci parla di quello che potrebbe da qui a poco succedere anche da noi. Da una recente ricerca condotta fra i <strong>marketing</strong> <strong>manager</strong> americani sono emersi infatti dati interessanti. Innanzitutto va specificato che l’approccio ai <strong>social media </strong>non è ancora scientifico: gran parte dei <strong>responsabili marketing </strong>ne fa uso (82%), ma i più solo da pochi mesi (72%).</p>
<p>Più della metà degli intervistati (64%) usa i <strong>social media</strong> per almeno<strong> 5 ore alla settimana,</strong> il 39% anche per più di <strong>10 ore</strong>. Gli strumenti più diffusi risultano essere <strong>Twitter</strong>, <strong>Linkedin</strong>, <strong>Facebook</strong> e i <strong>blog</strong>. Di particolare interesse risulta la percezione circa i benefici apportati dai social media nella sfera professionale: al primo posto troviamo la <strong>visibilità</strong> per il proprio <strong>business (</strong>81%), seguono l’i<strong>ncremento del traffico e degli iscritt</strong>i (61%), la creazione di <strong>nuove partnership</strong> (56%), l’aumento e il miglioramento del <strong>posizionamento sui motori di ricerca </strong>(52%), la creazione di risultati di qualità (48%) la riduzione delle <strong>spese di marketing</strong> (45%) e la semplificazione nel creare e portare a segno nuove <strong>opportunità di business </strong>(35%).</p>
<p>Tra le principali esigenze manifestate dai<strong> responsabili marketing americani </strong>intervistati spicca la necessità di sapere quali sono le <strong>tattiche</strong> migliori da usare, come misurare l’efficacia di questi strumenti così potenti ma spesso poco contenibili e da dove iniziare.</p>
<p>Proprio su questi quesiti si concentreranno gli incontri in programma nell’<strong>Arena Marketing Trends</strong>, lo spazio all’interno di <strong>Smau Business Bar</strong>i in programma alla <strong>Fiera del Levante il 10 e l’11 febbraio</strong> dedicato a scoprire le ultime tendenze sul w<strong>eb marketing</strong>: i manager partecipanti potranno accedere gratuitamente ad un ciclo di incontri a cura di esperti del settore sui temi legati a <strong>facebook</strong>, <strong>twitter</strong>, <strong>blogging</strong>, e ancora a <strong>google</strong> <strong>adwords</strong>, all’<strong>advertising online</strong>, alla <strong>web reputation</strong>.</p>
<p>Da non perdere il workshop dal titolo &#8220;<strong>2010 marketing trends</strong>&#8220;: opportunità emergenti ed errori da evitare, a cura di <strong>Barbara Bonaventura</strong>, esperta di <strong>marketing digitale</strong>, la quale illustrerà le migliori strategie di utilizzo dei <strong>social ntetwork per il business</strong>,  <strong>&#8220;Tutti Pazzi per Facebook</strong>&#8220;, a cura di <strong>Alessandro Sportelli</strong>, fondatore di <strong>Webfactory srl</strong>: 50 minuti per comprendere come meglio integrare facebook nella propria strategia di <strong>web marketing</strong> ed approcciare un nuovo stile comunicativo efficace con i propri clienti e il workshop dal titolo <strong>&#8220;Il WEB 2.0&#8243; </strong>come strumento strategico per la<strong> gestione delle risorse uman</strong>e, a cura di <strong>Valentina Orlandi</strong>, giornalista di Este e <strong>Nicola Bruno Ardito</strong>, Responsabile del Personale presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in cui verrà spiegato in che modo il <strong>web 2.0 </strong>aiuta realmente i Direttori del Personale a &#8216;<strong>mettere la Persona al centro</strong>&#8216; e a migliorare la gestione delle persone.</p>
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		<title>HR Marketing, con AirAsia da blogger a pilota di aereo</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 14:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Experience]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;So You Wanna Be A Pilot? &#8220;. Web 2.0, contest classici e brand experience. Un mix innovativo per una curiosa quanto interessante idea di HR Marketing di una compagnia aerea della Malesia. Ispirandosi ad una logica di tipo esperenziale, AirAsia ha messo in atto una interessante quanto innovativa campagna di marketing per sostenere il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-1080" style="margin: 5px" src="http://bemarketer.it/files/2009/03/wannabeapilot2-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>&#8220;So You Wanna Be A Pilot? &#8220;. Web 2.0, contest classici e brand experience. Un mix innovativo per una curiosa quanto interessante idea di HR Marketing di una compagnia aerea della Malesia.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Ispirandosi ad una logica di tipo esperenziale, AirAsia ha messo in atto una interessante quanto innovativa <a href="http://blog.airasia.com/index.php/so-you-wanna-be-a-pilot">campagna</a> di marketing per sostenere il proprio marchio sia verso l&#8217;interno che verso l&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1079"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il, caso, ottimo esempio di convivenza di strategie figlie del cosiddetto WEB 2.0, HR Marketing, ed editoria, prevede la possibilità per 10 blogger di divenire piloti.</p>
<p style="text-align: justify">Ai bloggers wannabe-pilot non è richiesta alcuna esperienza pregressa nella pratica di volo. Serve solo volontà e dedizione verso la professione. Se si parla la lingua locale, l&#8217; inglese e non si è sotto i 163 cm e i 28 anni si può provare.</p>
<p style="text-align: justify">Esperti piloti di AirAsia Academy introdurranno i novizi al mondo dell&#8217;aeronautica civile. Con simulazioni di volo e corsi ad hoc. Certo non si assicura a nessuno di divenire un vero pilota, come avverte tra le righe il sito Web dell&#8217;iniziativa &#8220;<em>We will pave the way but you have to do the running till the end</em>.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;iniziativa di certo non aiuterà AirAsia nel recruiting di piloti ma potrebbe essere una strategia efficace per scovare dei possibili corporate blogger, marketing manager, o sviluppatori Web.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
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